FAQ NIR DTD18 Luglio 2001Fabio Vitali Università di Bologna, IAT-CNRAndrea Marchetti IAT-CNRFabrizio Megale Camera dei DeputatiMetadatiI valori da dare ai tag semantici inline atto, soggetto, ente, luogo dovrebbero essere recuperati da un vocabolario?Assolutamente si. Si devono individuare questi vocabolari prima di effettuare l'inserimentoL'elemento pubblicazione è utilizzato per indicare la GU cartacea sui cui è stato pubblicato l'atto in questione. Come si esprimono le varie Serie della GU (generale, regionale, comunitaria) ed eventualmente i Supplementi ordinario o straordinario del numero della GU? Semplicemente in testo libero fra i tags?No. L'elemento pubblicazione ha content model EMPTY. Il che significa che è composto unicamente dal solo tag di apertura. Ad esempio un atto pubblicato sulla GU n. 123 del l'11 giugno 2001 conterrà la seguente marcatura
<pubblicazione tipo="GU" num="123" norm="20010611" /> 
Il valore "GU" è solo un esempio. Può essere allora utile fare una lista dei possibili valori dell'attributo tipò, ed usare quelli.
Dentro l'elemento relazioni compare l'elemento vuoto originale a cosa serve? Non vi era soltanto un attributo tipò dell'elemento radice NIR con possibile valore uguale a originale?
<NIR tipo="originale">
serve a dire che un atto è originale mentre l'elemento originale all'interno del meta relazioni serve per fare un riferimento, tramite il suo attributo link, da un testo consolidato al suo originale (ovvero al primo della catena di versioni successive che costituiscono nel tempo il consolidamento di un documento).
Il testo riferito dalle disposizioni si deve isolare con l'elemento h:span oppure sono stati previsti altri elementi specifici per identificare univocamente porzioni di testo da referenziare nei tags di tipo meta? h:span è proprio l'elemento da usare. Naturalmente all'intero dell'elemento h:span bisogna definire l'attributo id per poter poi referenziare h:span nella particolare disposizione.
ID C'è qualche relazione tra l'attributo ID presente in molti elementi strutturali e gli URN?Attenzione. L'attributo id ha il compito di creare un'etichetta identificante in modo univoco una certa sottostruttura all'interno di un documento. L'URN ha il compito di creare un etichetta identificante in modo univoco un'intero documento all'interno di una collezione. Quindi sono compiti complementari. Gli ID e gli URN sono usati in combinazione per creare dei riferimenti (o link o ancore ...) Vedi Riferimenti. A quali elementi di un documento dobbiamo assegnare un ID?Sicuramente a tutti quelli di cui desideriamo creare dei riferimenti sia interni che esterni. È obbligatorio (è un vincolo della DTD) inserire un ID per ogni parte strutturata del documento (come ad esempio libri, parti, sezioni, titoli, articoli, commi, ecc.). è necessario inserire un ID per ogni parte referenziata dalle metainformazioni. Se queste parti referenziate non sono contenute entro un elemento dell'articolato (come ad esempio il comma) occorre circondare tali parti con l'elemento h:span o h:p il cui unico scopo è quello di consentire di referenziare quella parte tramite l'attributo ID.
  <meta>
    ...
    <disposizioni>
      <caratterizzanti>
        <dsp:necessitaeurgenza>
          <dsp:pos xlink:href="#xyz1"/> 
        </dsp:necessitaeurgenza>
        ...
      </caratterizzanti>
    </disposizioni>
  </meta>
  ...
  <preambolo> 
  <h:p id="xyz1">Considerata
  la grave situazione sanitaria determinatasi a seguito dell'evidenza in alcuni
  Stati europei di ulteriori casi di encefalopatia spongiforme bovina;
  </h:p>
  ...
  
NUMDOC, NUMIl contenuto dell'elemento numdoc e di num è libero oppure bisogna inserire solo un numero? Ad esempio si scrive
<numDoc>10</numDoc>;
oppure
<numDoc>n.10</numDoc>
?
Assolutamente la prima ipotesi. Il content model di intestazione è appositamente fatto per contenere anche del testo, dove porre virgole, spazi e "n." trovati nella riga. Altresì da evitare sono tutte le indicazioni di presentazione, come il tag "h:u". Che un tag venga presentato sottolineato è una scelta tipografica, non semantica. Va quindi lasciata al tipografo, e non nel documento XML.
DEFL'elemento inline def delimita solo la parola definita (definendum) o anche tutta la definizione che la segue nel secondo caso deve poter scavalcare più tags, perché talvolta la definizione è strutturata al proprio interno. (vedi DLgsl332 2001 art1 comma1 lettera a) dispositivo medico)?Def deve includere solo il termine da definire, non la definizione. Per questo esiste la disposizione "dsp:definitioria", che sta in meta.Come faccio con la disposizione dsp:definitioria a puntare a brani di testo che non corrispondono a precisi elementi strutturali?Proprio per superare il problema che una definizione può trovarsi a cavallo di più elementi strutturali, all'internoMODCome deve essere utilizzato l'elemento mod ?Ad esempio il seguente brano:
A partire dal 20 gennaio 2001, al comma 4, le parole 
da "entro 30 gg" fino a "numero 419" sono sostituite da blah blah .
viene marcato nel seguente modo:
<mod id="m1">A partire dal <data id="m1d1" norm="20010120">20 gennaio 2001</data> al
<rif xlink:href="urn:xyz#com4">comma 4</rif>, le parole da "<virgolette
id="m1e1">entro 30 gg</virgolette>" fino a "<virgolette id="m1e2">numero
419</virgolette>" sono sostituite da "<virgolette id="m1n1">blah blah
...</virgolette>"</mod>
Dove si segnala, il tipo di modifica (sostituzione integrale o parziale, aggiunta, soppressione ecc. ecc.)?Queste informazioni sono metainformazioni quindi si trovano all'interno dell'elemento meta tra le disposizioni. Sono infatti interpretazioni del senso della modifica, non etichettatura di parti esplicite del testo.
ANNESSI Gli elementi inline mod e rif vanno messi anche dentro gli annessi, per es. dentro un trattato internazionale o una specifica tecnica?Certo, perchè no?Quando l'immettitore giunge agli annessi, è costante questa esitazione: apro un semiarticolato o un documentoNir? La scelta fra i due è spesso casuale. L'immettitore deve sempre preoccuparsi (come per il discorso strict e loose): quanto è "ben fatto" il documento che debbo inserire? Più è ben fatto, e più in alto nella scala dei tipi di documenti dovrà cercare il modello. Quindi se si può sceglierà di usare un articolato strict, poi un semi-articolato, poi un documento NIR. Poi analogamente per quelli loose. I riferimenti: RIF, MRIF, H:AQuando si usa rif? Solo per riferimenti ad atti normativi esterni ivi compresi certi allegati di atti normativi? Oppure anche per i riferimenti interni all'atto? Rif si usa per tutti i riferimenti interni e per tutti i riferimenti esterni a documenti che possiedano un URN. I riferimenti a risorse che non possiedono un URN ma solo un URL si risolvono con l'elemento h:a ad esempio nel caso si faccia riferimento ad una pagina web.Gli elementi rif si usano solo per referenziare atti normativi in senso stretto (es: non Nota del Ministero dell'interno, non Deliberazione del Consiglio dei ministri ecc.), seppur designati con nome indifferentemente proprio o improprio. Vero o Falso?Falso. Rif si usa per referenziare tutti i documenti che possiedano un URN. Sarà compito del gruppo URN stabilire quali sono quei documento meritevoli di avere un URNCome mi comporto se nella legge trovo
art. 46 del testo unico
e non esiste l'URN relativo? Posso usare una serie di riferimenti ai decreti legislativi che compongono il testo unico?
No. Si ignora il riferimento
Esiste una qualche regola quando uno stesso rif viene ripetuto più volte in poche righe. Si tagga ogni volta o una volta sola?Questa situazione è molto soggettiva. Molti link allo stesso documento in fase di visualizzazione possono appesantire la fruizione. In altri casi potrebbero essere utili.Spiegare meglio cosa indica l'elemento mrif ed in particolare come si distingue da rif contigui?Con mrif si tratta un riferimento a punti diversi di uno stesso documento. Supponiamo ad esempio di avere la seguente frase:
come precisato dagli artt. 3, 5 e 7 della legge 12 marzo 93 n.178.
questa si può rendere benissimo con l'elemento mrif nel seguente modo
come precisato dagli <mrif>artt. <rif xlink:href="urn:XYZ#art3">3</rif>,
<rif xlink:href="urn:XYZ#art4">4</rif> e <rif xlink:href="urn:XYZ#art5">5</rif>
della legge 12 marzo 93 n. 178.</mrif>
  
In questo caso, abbiamo un'indicazione sola del documento destinazione, ma due o tre riferimenti puntuali ad esso.
Consideriamo il seguente esempio: "
Visto il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione, 
approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dal decreto
legislativo 19 ottobre 1998, n. 380, e dal decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 113.
I tre decreti sono un mrif o rif contigui?
Rif contigui.
I tags <rif xlink:href>...</rif> abbracciano solo il riferimento, mai il suo titolo ("recante disciplina della pesca ecc.") se presente subito dopo il riferimento.Esatto. Vediamo alcuni esempi di utilizzo dell'elemento rif senza specificare l'attributo xlink:href :
le iniziative deliberate con il sopra citato <rif>decreto ministeriale</rif>
<rif>l'art. 45 del succitato testo unico< /rif>
<rif >l'art. 3 del Trattato</rif>(sottinteso ed evidente, ma mai esplicitato nel documento, Trattato Cee)
Visto il  <rif>DPR 5 agosto 1998</rif>, recante "Approvazione del documento
programmatico sull'immigrazione, ai sensi dell' <rif>art. 3 della legge 6 marzo 1998, n. 40</rif>
Come trattare l'espressione "e successive modificazioni"?Ignorandola. Dentro al documento destinazione ci saranno link alle successive modificazioni (si spera). Sarà il lettore a cercare la versione del documento di destinazione più appropriata. I riferimenti interni al documento (es.: "di cui al precedente art. 3") devono essere taggati?Si, sempre utilizzando l'elemento rif
IMMAGINIGli annessi contengono molto spesso degli elementi in formato immagine o sono talvolta essi stessi, dall'inizio alla fine, dei formati immagine (alcuni annessi sono troppo complessi per essere composti tipograficamente dal personale della GU, per cui questo semplicemente li allega al provvedimento dopo averli fotografati). Nella spiegazione del DTD occorrono istruzioni su come gestire le immagini dentro i tags. Si è propensi ad allegare files immagini al documento marcato e quindi poi inserire un riferimento (con potenziali problemi di gestione di files multipli costituenti un unico documento) oppure inserire la rappresentazione binaria dell'immagine, magari in calce al documento, comunque all'interno del testo stesso?In un documento XML non possono essere inserite immagini ma solo riferite Per immagini poste in allegato, è opportuno utilizzare immagini in file autonomi, ed usare l'elemento rifesterno. Il problema vero si pone per immagini all'interno dell'articolato.VISUALIZZAZIONE DI CONTENITORE/BLOCCHIAttualmente in una sequenza di contenitore/blocchi questi vengono visualizzati sullo schermo tutti di seguito, senza andata a capo, mentre bisogna prevedere che automaticamente essi vengano visualizzati l'uno sotto l'altro.La visualizzazione non è compito della DTD. L'importante è che sia possibile qualunque visualizzazione richiesta. Il sistema utilizzato per l'immissione degli atti deve fornire a parte le informazioni per una corretta visualizzazione. VARIEEsiste una mailing list dove porre delle domande?Ancora no, ma potrebbe essere una ideaIMPRESSIONI GENERALISi ha la continua impressione che struttura formale e struttura semantica si sovrappongano, creando problemi perché i due tipi di tags non sono liberamente incastrabili. Spostare tutta la semantica interamente entro meta, lasciando una struttura formale da un lato "pura", dall'altro "semplice"? Oppure isolare la semantica in determinate classi di attributi (ove possibile) e quindi lasciare agli elementi il compito di descrivere solo la struttura formale?La struttura semantica è stata volutamente posta esternamente al documento. Le cose che sono rimaste dentro (riferimenti, ecc.) sono di comodità perchè altrimenti richiederebbero troppe indirezioni.L'immettitore ha ogni volta davanti a sé una panoplia troppo ampia di opzioni, dovrebbe invece trovarsene di fronte solo un paio, per giunta molto semplici e quasi "guidate" (anche se così la struttura diventa "a maglie larghe", ma siamo sicuri che sia un difetto, in un sistema così volutamente onnicomprensivo come NIR)? Francamente non credo. Credo che sia necessario fornire tante taglie, ciascuna adatta ad un certo tipo di documento. È un maggior lavoro scegliere la taglia giusta all'inizio, ma un minor lavoro ed una miglior riuscita dopo.