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In questa sezione si trovano le risposte alle FAQ (domande più frequenti) che gli utenti hanno posto alla redazione di NormeinRete.
- È possibile inserire un link dal proprio sito verso NormeinRete?
Sì, purché sia presente la dicitura "NormeinRete". E' possibile anche scaricare da NormeinRete un logo da inserire sul proprio sito per segnalare il link.
- Si può inserire un link da NormeinRete verso il proprio sito?
Solo se il sito appartiene ad un'istituzione pubblica: NormeinRete non pubblica link verso siti privati, almeno per il momento.
- Esiste un indirizzo e.mail a cui inviare delle domande?
Sì, i quesiti riguardanti la marcatura dei provvedimenti con i DTD di NormeinRete possono essere inviati all'apposita casella di posta, accessibile dal sito www.normeinrete.it, nella sezione "contatti".
- Si ha l' impressione che struttura formale e struttura semantica si confondano creando problemi, perché i due tipi di tag non sono liberamente sovrapponibili. Si potrebbe spostare tutta la semantica nell'elemento "meta", lasciando una struttura formale più semplice? Oppure isolare la semantica in determinate classi di attributi (ove possibile) e quindi lasciare agli elementi il compito di descrivere solo la struttura formale?
La struttura semantica è stata volutamente posta esternamente al documento. Le cose che sono rimaste dentro (riferimenti, ecc.) sono di comodità, perché altrimenti comporterebbero un meccanismo troppo complesso di "puntamento".
- A volte, ci si trova di fronte ad un'ampia gamma di opzioni, quando ne sarebbero sufficienti molte di meno e, in questo modo, risulterebbero quasi guidate (anche se così la struttura diventerebbe "a maglie larghe").
L'elevato numero di opzioni deriva dalla scelta di fornire elementi adatti a rappresentare le caratteristiche di diversi tipi di documenti. Questo risulta apparentemente più complesso, ma in realtà consente di evitare il proliferare di numerosi DTD differenziati per tipo di provvedimento.
- Attualmente, in una sequenza di contenitore/blocchi, questi vengono visualizzati sullo schermo senza ritorni accapo. Mentre bisogna prevedere che, automaticamente, essi vengano visualizzati l'uno sotto l'altro.
La visualizzazione non è compito della DTD. L'importante è che sia possibile qualunque visualizzazione richiesta. Il sistema utilizzato per l'immissione degli atti deve fornire separatamente le informazioni per una corretta visualizzazione.
- Che differenza c'è tra gli elementi h:p, h:div e blocco?
Tra h:p e h:div nessuna. Esiste una differenza limitata in HTML (da cui questi elementi sono tratti) che, però, in NormeinRete si è deciso di ignorare. Blocco viene usato per quelle parti dotate di valore semantico preciso (non, cioè, un generico paragrafo) non esplicitamente gestito dal DTD. In questo caso, è opportuno usare l'attributo “nome” per specificarne il significato.
- C'è qualche relazione tra l'attributo ID, presente in molti elementi strutturali, e gli URN?
L'attributo id ha il compito di creare un'etichetta che identifichi in modo univoco una certa sottostruttura all'interno di un documento. L'URN ha il compito di creare un identificativo univoco di un intero documento che abbia validità generale. Quindi sono compiti complementari. Gli ID e gli URN sono usati in combinazione per creare dei riferimenti (o ancore) ad una specifica sottostruttura del testo (Vedi Riferimenti).
- A quali elementi di un documento si deve assegnare un ID?
Sicuramente a tutti quelli che possono essere oggetto di un riferimento puntuale, sia dall'interno del documento stesso sia dall'esterno. È obbligatorio (è un vincolo della DTD) inserire un ID per ogni parte strutturata del documento (come ad esempio libri, parti, sezioni, titoli, articoli, commi, ecc.). E' necessario inserire un ID per ogni parte referenziata dalle metainformazioni. Se queste parti referenziate non sono contenute entro un elemento dell'articolato (come ad esempio il comma) occorre circondare tali parti con l'elemento h:span o h:p il cui unico scopo è quello di consentire di referenziare quella parte tramite l'attributo ID.
Ad esempio:
meta>
...
<diposizioni>
<caratterizzanti>
<dsp:necessitaeurgenza>
<dsp:pos xlink:href="#xyz1"/>
</dsp:necessitaeurgenza>
...
</caratterizzanti>
</disposizioni>
</meta>
...
<preambolo>
<h:p id="xyz1">Considerata
la grave situazione sanitaria determinatasi a seguito dell'evidenza in alcuni
Stati europei di ulteriori casi di encefalopatia spongiforme bovina;
</h:p>
- Quando si usa rif? Solo per riferimenti ad atti normativi esterni, compresi certi allegati di atti normativi? Oppure anche per i riferimenti interni all'atto?
Rif si usa per tutti i riferimenti interni e per tutti i riferimenti esterni a documenti che possiedano un URN NormeinRete. I riferimenti a risorse che non possiedono un URN ma solo un URL si risolvono con l'elemento h:a. (ad esempio nel caso si faccia riferimento ad una pagina web).
- E' vero che gli elementi rif si usano solo per referenziare atti normativi in senso stretto (non è, quindi, il caso di una Nota del Ministero dell'Interno, o di una Deliberazione del Consiglio dei Ministri ecc)?
No. Rif si usa per referenziare tutti i documenti per i quali sia possibile generare l'URN NormeinRete.
- Esiste una regola nel caso in cui uno stesso rif venga ripetuto più volte in poche righe? Si inseriscono i tag ogni volta o una volta sola?
Questa situazione è molto soggettiva. Molti link allo stesso documento in fase di visualizzazione possono appesantire la fruizione. In altri casi potrebbero essere utili.
- Che cosa indica l'elemento mrif? E, in particolare, come si distingue da rif contigui?
Con mrif si tratta un riferimento a punti diversi di uno stesso documento. Supponiamo, ad esempio, di avere la seguente frase:
come precisato dagli artt. 3, 5 e 7 della legge 12 marzo 93 n.178.
questa si può rendere benissimo con l'elemento mrif nel seguente modo
come precisato dagli <mrif>artt. <rif xlink:href="urn:stato:legge:10030312;178#art3">3</rif>,
<rif xlink:href="urn: stato:legge:10030312;178#art4">4</rif> e <rif xlink:href="urn: stato:legge:10030312;178#art5">5</rif>
della legge 12 marzo 93 n. 178.</mrif>
In questo caso, abbiamo un'indicazione sola del documento destinazione, ma anche due o tre riferimenti puntuali ad esso.
- Consideriamo il seguente esempio:
Visto il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione,
approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dal decreto
legislativo 19 ottobre 1998, n. 380, e dal decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 113.
I tre decreti sono un mrif o rif contigui?
Rif contigui.
- Come trattare l'espressione "e successive modificazioni"?
Ignorandola. Nel documento destinazione ci saranno link alle successive modificazioni. Sarà il lettore, con l'eventuale supporto di funzionalità applicative appositamente realizzate, a individuare la versione del documento di destinazione più appropriata.
- Ai riferimenti interni al documento (es.: "di cui al precedente art. 3") devono essere inseriti i tag?
Sì, sempre utilizzando l'elemento rif, specificandone solo la parte fragment, ovvero quella composta dal carattere #, seguito dall'ID dell'elemento da indicare.
- Come deve essere utilizzato l'elemento mod ?
Un esempio è il seguente brano:
A partire dal 20 gennaio 2001, al comma 4, le parole
da "entro 30 gg" fino a "numero 419" sono sostituite da ………. .
viene marcato nel seguente modo:
<mod id="m1">A partire dal <data id="m1d1" norm="20010120">20 gennaio 2001</data> al
<rif xlink:href="urn:xyz#com4">comma 4</rif>, le parole da "<virgolette
id="m1e1">entro 30 gg</virgolette>" fino a "<virgolette id="m1e2">numero
419</virgolette>" sono sostituite da "<virgolette id="m1n1">…….
...</virgolette>"</mod>
- Dove si segnala il tipo di modifica (sostituzione integrale o parziale, aggiunta, soppressione ecc. ecc.)?
Queste sono metainformazioni, quindi si trovano all'interno dell'elemento meta, tra le disposizioni. Sono, infatti, interpretazioni del senso della modifica, non etichettatura di parti esplicite del testo.
- Gli elementi inline mod e rif vanno inseriti anche negli annessi, per esempio dentro un trattato internazionale o una specifica tecnica?
Si.
- Per la marcatura degli annessi, è necessario aprire un semiarticolato o un documento Nir? La scelta fra i due è spesso casuale.
Dipende dal livello di strutturazione del documento: più è strutturato e più in alto bisognerà cercare il modello nella scala dei tipi di documenti. Quindi, se è possibile, si userà un articolato completo, poi un semi-articolato, infine un documento NIR.
- Nei provvedimenti vigenti gli attributi dell'elemento pubblicazione vengono modificati sulla base dei dati relativi all'ultimo documento modificativo. In tal modo, non si perde l'importante informazione relativa alla pubblicazione cartacea del documento originale?
L'elemento pubblicazione non deve essere mai modificato. Questo infatti contiene le informazioni circa la pubblicazione originale del documento. A meno che un documento vigente (ma non originale) non sia stato stampato sulla G.U. nella specifica forma riportata, l'elemento pubblicazione deve riportare l'indicazione della pubblicazione iniziale, anche se non più aggiornata.
Viceversa, le indicazioni circa la storia del documento vanno riportate nella struttura <ciclodivita> delle metainformazioni.
- Il contenuto dell'elemento numdoc e di num è libero oppure bisogna inserire solo un numero? Ad esempio si scrive
<numDoc>10</numDoc>;
oppure
<numDoc>n.10</numDoc>?
Assolutamente la prima ipotesi. Il content model di intestazione è appositamente fatto per contenere anche del testo, dove porre virgole, spazi e "n." trovati nella riga. Sono, invece, da evitare tutte le indicazioni di presentazione, come il tag h:u. Il fatto che una parte del testo appaia sottolineata è una scelta tipografica, non semantica. La sua definizione va quindi lasciata al foglio di stile e non inserita nel documento XML.
- L'elemento inline def delimita solo la parola definita (definendum) o anche tutta la definizione che la segue? Nel secondo caso deve poter scavalcare più tag? Talvolta, infatti, la definizione è strutturata al proprio interno (ad es.: “vedi DLgsl332 2001 art1 comma1 lettera a) dispositivo medico”).
Def deve includere solo il termine da definire, non la definizione. Per questo esiste la disposizione "dsp:definitioria", che sta nell'elemento meta.
- Gli annessi contengono molto spesso degli elementi in formato immagine o sono talvolta essi stessiintegralmente in formato immagine (alcuni annessi sono troppo complessi per essere composti tipograficamente, per cui vengono semplicemente allegati al provvedimento dopo averli fotografati). Nella spiegazione del DTD, occorrono istruzioni su come gestire le immagini dentro i tag. E' necessario allegare file immagini al documento marcato (e quindi inserire un riferimento, con potenziali problemi di gestione di file multipli che costituiscono un unico documento), oppure inserire la rappresentazione binaria dell'immagine, magari in calce al documento o comunque all'interno del testo stesso?
Dobbiamo distinguere due casi: nel primo, il più semplice, l'intero allegato si presenta come immagine (ovvero, è composto totalmente da un file elettronico in un formato grafico ragionevole). In questo caso, rifesterno è sicuramente la scelta giusta. Il secondo caso si presenta quando l'annesso è composto da un documento in parte di testo e in parte di immagine. In questo caso, l'immagine va posta sempre esternamente, ma l'annesso è un documento XML (probabilmente un documento NIR) all'interno del quale, in posizione opportuna, viene posto il tag h:img con l'attributo src che punta all'immagine vera e propria.
- L'elemento pubblicazione è utilizzato per indicare la GU cartacea sui cui è stato pubblicato l'atto in questione. Come si esprimono le varie Serie della GU (generale, regionale, comunitaria) ed eventualmente i Supplementi ordinario o straordinario del numero della GU? In particolare quale valore bisogna dare all'attributo "tipo" del tag <pubblicazione> nei diversi casi?Esiste una lista dei possibili valori dell'attributo "tipo"?
L'elemento pubblicazione ha content model EMPTY. Il che significa che è composto unicamente dal tag di apertura. Ad esempio un atto pubblicato sulla GU n. 123 del l'11 giugno 2001 conterrà la seguente marcatura
<pubblicazione tipo="GU" num="123" norm="20010611" />. Il valore "GU" è solo un esempio.
Sebbene l'assenza di una lista dei possibili valori dell'attributo tipo non sia un problema in sé (se non per questioni di interoperabilità), attualmente si sta lavorando alla predisposizione di un elenco esaustivo dei possibili tipi di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che possa servire da riferimento condiviso per la definizione di un valore di attributo specifico associabile alle diverse Serie e Supplementi.
- Dentro l'elemento relazioni compare l'elemento vuoto originale. A che cosa serve? Non vi era soltanto un attributo tipo dell'elemento radice NIR con possibile valore uguale a originale?
L'attributo tipo dell'elemento NIR (<NIR tipo="originale">)serve a dire che un atto è originale; mentre l'elemento originale all'interno del meta relazioni serve per fare un riferimento, tramite il suo attributo link, da un testo consolidato al suo originale (ovvero al primo della catena di versioni successive che costituiscono, nel tempo, il consolidamento di un documento).
- Il testo riferito dalle disposizioni si deve isolare con l'elemento h:span oppure sono stati previsti altri elementi specifici per identificare univocamente porzioni di testo da referenziare nei tags di tipo meta?
h:span è proprio l'elemento da usare. Naturalmente all'interno dell'elemento h:span bisogna definire l'attributo id per poter poi referenziare h:span nella particolare disposizione.
- Nella lista delle Istituzioni partecipanti al progetto NormeinRete è compresa anche la voce "Istituzioni Europee": è prevista una estensione del progetto anche ai documenti europei (direttive, regolamenti, decisioni). Se si, in che termini?
Al momento NormeinRete non si occupa in maniera autorevole di normativa europea. L'utilizzo di NIR per strutturare documenti XML per questi documenti è una decisione delle singole redazioni. In questo caso è necessario adattare le strutture NIR ai documenti Europei. Non esiste un supporto specifico per le varie strutture utilizzate dai documenti europei, e bisogna usare un po' di elasticità. In particolare, NIR fornisce l'elemento che va usato quando la struttura del documento risulti sufficientemente distante da quelle suggerite e usate nella normativa italiana (cioè quando l'imposizione di una struttura italiana genera più eccezioni che aderenza alle regole).
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